Videoterminalisti, quali tutele per la sicurezza sul lavoro

Il videoterminalista è quel lavoratore che, nello svolgimento delle proprie mansioni, utilizza per almeno venti ore a settimana una qualsiasi attrezzatura dotata di video terminale.

Si tratta comunque di un individuo a cui il datore di lavoro deve garantire la formazione sulla sicurezza sul lavoro adeguata ai rischi cui va incontro chi lavora per così tanto tempo davanti a un monitor e, ovviamente, deve essere informato sulla normativa generale e i comportamenti adeguati da tenere in azienda.

Rispetto al passato, per tale categoria sono state rivisitate le norme relative alla sicurezza sul lavoro che attualmente comprendono criteri ad hoc per la tutela della salute dei videoterminalisti.

La storia della regolamentazione per la sicurezza sul lavoro degli operatori video è ventennale, era infatti il 1994 quando l’Italia recepì una direttiva europea del 1990 e venne emanata la Legge 626.

Successivamente, come detto, la normativa fu modificata con un decreto interministeriale del 2 Ottobre del 2000 intitolato Linee guida d’uso dei videoterminali. La normativa è stata successivamente ampliata e migliorata con il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro noto anche come D. Lgs. 81/08 e successive modifiche.

I rischi per la salute, a cui vanno incontro i videoterminalisti, sono essenzialmente legati alla vista e a problemi muscolo – scheletrici dovuti alla postura magari errata o a una cattiva tutela dell’aspetto ergonomico della postazione di lavoro.

A tal proposito è bene ricordare come sia un preciso dovere del datore di lavoro garantire ai dipendenti postazioni che rispettino i criteri minimi di salvaguardia della vista e della corretta postura, allegato 34 del D. Lgs. 81/08.

Il videoterminalista deve effettuare una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di lavoro continuativo svolto davanti allo schermo.